Una raccolta firme per salvare le spiagge: la grande incertezza per le concessioni balneari

Legacoop e le 15 cooperative dei bagnini della riviera lanciano campagna intitolata “Salviamo le spiagge della Romagna”

A cura di Riccardo Giannini Redazione
14 giugno 2024 12:53
Una raccolta firme per salvare le spiagge: la grande incertezza per le concessioni balneari -
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Un migliaio di piccole e piccolissime imprese famigliari, che garantiscono alta qualità dei servizi e sicurezza della balneazione a costi accessibili: sono i cosiddetti “bagnini” romagnoli, asse portante dell’immaginario turistico del Paese, oltre che modello unico al mondo di organizzazione in cooperativa del microcosmo balneare.

Questa esperienza è sull’orlo dell’estinzione, perché dopo anni di rinvii e interpretazioni della direttiva Bolkestein le gare per le concessioni sono alle porte, ma all’orizzonte non c’è nemmeno una legge che detti regole eque e sicure di accesso. Il corpo a corpo si sposterà sui singoli Comuni, dove i micro operatori locali rischiano di essere spazzati via da grandi imprese e multinazionali, un ombrellone alla volta, come è già successo in altre parti d’Italia.

Legacoop e le 15 cooperative dei bagnini della riviera hanno quindi deciso di lanciare una campagna intitolata “Salviamo le spiagge della Romagna”. La raccolta firme è partita oggi (venerdì 14 giugno) al Bagno 62 di Rimini e andrà avanti fino a settembre in tutti gli stabilimenti balneari da Ferrara a Cattolica. I turisti potranno aderire sia con una firma che con il proprio smartphone, collegandosi all’apposita piattaforma.


Al centro della petizione c’è il “Manifesto di Rimini”, un documento di proposte urgenti rivolte al governo, già condiviso con numerosi protagonisti della vita politica, culturale e istituzionale del Paese.

Legacoop e le cooperative chiedono con la massima urgenza alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di impegnarsi in ogni sede per salvare il comparto balneare. Tra le richieste principali una legge di riordino delle concessioni demaniali, che dia al turismo balneare un quadro stabile ed omogeneo a livello territoriale, in grado di sostenerne lo sviluppo.

Legacoop esorta il governo a difendere il lavoro di chi opera sulle concessioni di spiaggia e a riconoscere il valore di mercato delle imprese. L’obiettivo è di salvaguardare e dare continuità al modello di servizi attuale, che èuno dei perni fondamentali dell’offerta turistica della regione.

Da decenni — ricordano alla Meloni i promotori — le cooperative della balneazione garantiscono al territorio e ai turisti un alto livello di sicurezza delle spiagge e realizzano servizi a beneficio delle comunità, grazie alla loro esperienza e alla loro professionalità.

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