Una viuzza da 2 milioni di veicoli l'anno: il Rione Clodio denuncia l’assedio del traffico in via Ducale

Traffico fuori controllo nel cuore di Rimini. I residenti: "Così non si può vivere"

A cura di Redazione
28 gennaio 2026 09:23
Una viuzza da 2 milioni di veicoli l'anno: il Rione Clodio denuncia l’assedio del traffico in via Ducale - via Ducale, Rimini
via Ducale, Rimini
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Due milioni duecentosessantanovemila veicoli in un solo anno. È il dato ufficiale sul traffico in via Ducale nel 2024, ottenuto dal Comitato Residenti del Rione Clodio di Rimini attraverso un accesso agli atti presso il Comune. Numeri che, secondo i residenti, confermano in modo inequivocabile una situazione da tempo denunciata: un flusso di traffico spropositato per una strada che, per caratteristiche strutturali, non è in grado di sostenerlo.

Via Ducale, infatti, è una viuzza stretta del centro storico, con una larghezza che varia dai 4,75 ai 4,95 metri da muro a muro. Eppure, ogni giorno viene attraversata da migliaia di veicoli, trasformandosi di fatto in una direttrice di scorrimento. «Guardando le immagini di inizio e fine via Ducale – sottolinea il Comitato – ci si rende immediatamente conto dell’irragionevolezza di farvi transitare oltre 2,2 milioni di mezzi l’anno».

Secondo i residenti, i dati dimostrano ciò che da anni viene sostenuto: Corso, via Ducale e via Clodia sono diventate la prosecuzione naturale della Circonvallazione Occidentale per il traffico diretto verso la zona mare. Un traffico “da circonvallazione” che invade una zona residenziale del centro storico, con pesanti ricadute sulla vivibilità, sulla sicurezza di pedoni e ciclisti e sulla qualità della vita dell’intero Rione.

Una lettura condivisa in passato anche da rappresentanti istituzionali. «È impensabile utilizzare via Ducale se non per un breve periodo», aveva affermato l’ex assessora Frisoni, posizione ribadita nel tempo anche da altri amministratori. Tuttavia, denunciano i residenti, alle ammissioni non è mai seguito un confronto concreto per individuare soluzioni strutturali.

Alla situazione di via Ducale si aggiunge quella di via Bastioni Settentrionali, dove il Comitato stima un traffico annuo di circa 4 milioni di veicoli in direzione mare-monte. Si tratta, in gran parte, dello stesso flusso che fino al 2020 attraversava il Ponte di Tiberio in direzione centro, quantificato allora dal Comune in circa 12.500 veicoli al giorno.

Il quadro complessivo che emerge è chiaro: il traffico verso il centro storico non è stato allontanato, ma avvicinato. Una realtà che, secondo il Comitato, contraddice apertamente gli obiettivi del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) adottato dallo stesso Comune. Il Rione Clodio, osservando anche le mappe, appare oggi come uno spartitraffico, con abitazioni e residenti “inermi” al centro di un flusso continuo di mezzi.

I numeri diventano ancora più impressionanti se si guarda all’area del Ponte di Tiberio lato centro: oltre 6 milioni di veicoli all’anno transitano davanti a uno dei monumenti simbolo della città, creando una sorta di muro di traffico permanente che compromette il valore urbanistico e la fruibilità di uno dei luoghi più suggestivi di Rimini.

Nonostante ciò, denunciano i residenti, il Sindaco non ha finora voluto prendere in considerazione nemmeno una misura minima come l’estensione della ZTL per alcune ore al mattino e al pomeriggio. Una proposta definita «di buon senso, a costo zero e facilmente realizzabile», ribadita anche durante il recente Forum Centro Storico alla presenza della vicesindaca Chiara Bellini. Il Comitato confida ora in un impegno concreto anche da parte della nuova assessora Ridolfi, responsabile del PUG in fase di attuazione, per sanare quello che viene definito un vero e proprio “buco nero” del centro storico.

Infine, i residenti evidenziano una forte disparità di trattamento rispetto ad altre zone della città, in particolare il Borgo San Giuliano, dove sono in vigore ZTL h24 e un’ampia area pedonale. «Noi – affermano – siamo circondati da oltre 6 milioni di veicoli all’anno, loro vivono in un vero paradiso urbano». Una situazione che il Comitato paragona alla metafora citata dal premier canadese Mark Carney: «Se non siamo al tavolo, siamo nel menù». E, per il Rione Clodio, la sensazione è quella di essere rimasto, almeno per ora, proprio nel menù.

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