Unione Valconca, chiudere o rilanciare? Gli interrogativi di D'Andrea (Pd)

"L'Unione non può essere un contenitore burocratico o a un luogo da frequentare soltanto quando conviene", evidenzia D'Andrea

09 giugno 2026 13:22
Unione Valconca, chiudere o rilanciare? Gli interrogativi di D'Andrea (Pd) - Christian D'Andrea
Christian D'Andrea
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Quale futuro per la Valconca? È la domanda che si pone il coordinatore Circoli della Valconca e segretario Provinciale Pd Christian D’Andrea.

“Dopo queste ultime elezioni amministrative di Morciano e Mondaino ho riflettuto molto sul tema Unione Valconca, ponendomi una domanda di fondo: quale futuro vogliamo costruire per la Valconca? Dopo trent’anni è arrivato il momento di scegliere: Chiudere, chiuderci oppure rilanciare”, dice D'Andrea, secondo qui l'Unione non può ridursi "a un contenitore burocratico o a un luogo da frequentare soltanto quando conviene".

"Serve dargli anima, passione e cuore – sottolinea D’Andrea -.Serve un nuovo patto tra i Comuni, che superi anche le ormai annuali tornate amministrative, che generano attesa e immobilismo, capace di guardare oltre le frizioni, diffidenze e campanilismi”.

Difendere le identità locali non significa chiudersi dentro i propri confini: “In questi anni abbiamo fatto tanto ma anche perso occasioni importanti: dalla pianificazione territoriale condivisa alla possibilità di concentrare le risorse su progetti davvero strategici per la vallata”.

“Occorre rafforzare la struttura amministrativa dell’Unione, investire nella transizione digitale e nella progettualità di vallata. Dobbiamo progettare insieme lo sviluppo del territorio: turismo, cultura, mobilità sostenibile, scuole, sport, ambiente, imprese e politiche per i giovani”, aggiunge D'Andrea, che conclude: "Serve anche la capacità di collaborare con i Comuni vicini, perché la vita delle persone non si ferma ai confini amministrativi. È necessario un metodo più democratico, con un’agenda pubblica della Valconca e un confronto costante con amministrazioni, opposizioni, associazioni, categorie economiche e cittadini. La fase di stallo che stiamo vivendo può diventare un nuovo inizio, ma la risposta va trovata adesso, prima che passi un’altra occasione e che sia troppo tardi”.

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