Va a casa della sua amante, ma è sorpreso nel letto e pestato dal marito e dal figlio di lui. I due assolti

I due imputati, padre e figlio, avevano sorpreso l'amante della moglie del primo nel letto della donna.

A cura di Riccardo Giannini Redazione
16 giugno 2023 15:32
Va a casa della sua amante, ma è sorpreso nel letto e pestato dal marito e dal figlio di lui. I due assolti - Coppia di amanti REPERTORIO
Coppia di amanti REPERTORIO
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Un 49enne, assieme al figlio 28enne, è stato assolto, in seguito alla derubricazione del reato, dopo aver picchiato l’amante della moglie. Difesi dall’avvocato Piero Venturi, padre e figlio si sono ritrovati a processo per lesioni pluriaggravate e violazione di domicilio, in relazione a fatti avvenuti a Rimini nel gennaio 2016.

La donna protagonista della vicenda aveva avuto una relazione in passato con un 54enne originario del Sud d’Italia, poi si era sposata con il 49enne, che aveva già un figlio, il 28enne, da precedente relazione.

I rapporti tra marito e moglie attraversavano una fase di difficoltà, così lei aveva riallacciato i rapporti con il 54enne. Si arrivò così alla concitata vicenda che ha portato al processo: i due imputati trovarono il 54enne nel letto della donna e lo picchiarono, costringendolo a fuggire di casa scalzo e seminudo. L’amante in fuga, malconcio e sanguinante, fu poi soccorso e assistito da una coppia di anziani, che gli offrirono ospitalità e chiamarono il 118.

Davanti al giudice, è arrivata un’assoluzione, perché il fatto non sussiste, per la violazione di domicilio: i due imputati si erano allontanati temporaneamente, per via dei dissidi tra marito e moglie, ma erano ancora in possesso delle chiavi di casa, e dormivano talvolta da alcuni parenti, talvolta nell’abitazione teatro dei fatti.

Il capo di imputazione relativo alle lesioni pluriaggravate è stato invece ridimensionato in lesioni semplici e da lì è stata pronunciata la seconda assoluzione per mancanza di querela. In pratica in un primo momento per il 54enne era stata sciolta prognosi di 30 giorni, per alcune costole fratturate e ferite al dorso e al cuoio capelluto, ma una consulenza medica, prodotta in giudizio, ha accertato una guarigione avvenuta entro 20 giorni. In un primo momento si era parlato inoltre di un coltello impugnato da uno degli imputati, ma dell’arma non si è trovata traccia.

La difesa ha inoltre rimarcato che le lesioni potevano anche essere compatibili con urti contro spigoli e tavolini. Le botte ci son state, ma il quadro accusatorio nei confronti degli imputati si è alleggerito. In Tribunale è infatti caduta anche l’aggravante di aver agito approfittando delle condizioni di inferiorità della vittima, che indossava solamente la biancheria intima, prima di infilarsi i pantaloni in fretta e furia e scappare scalzo dall’abitazione.

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