Valdambra Ultra Trail, Paolo Leurini chiude 110 km al 56° posto
Il runner di Sassofeltrio del Team Misano Podismo ha affrontato una gara notturna tra fango, sentieri scivolosi e un errore di percorso. "È stata la testa a farmi finire la corsa".
Centodieci chilometri tra il buio del bosco, il fango e un percorso che non concedeva distrazioni. Paolo Leurini, ultra runner di Sassofeltrio tesserato per il Team Misano Podismo, ha portato a termine la Valdambra Ultra Trail, in provincia di Arezzo, conquistando il 56° posto. Una prova resa ancora più impegnativa dalla pioggia e dalle condizioni del terreno, che hanno trasformato la gara in una sfida di resistenza fisica e mentale, con 4.700 metri di dislivello da superare.
La partenza è scattata alle 23.30 di venerdì 9 ottobre da Badia Agnano. Per tutta la notte gli atleti hanno attraversato boschi, strade bianche e tratti asfaltati tra i paesi della Val d’Ambra. A dominare il percorso sono stati soprattutto i sentieri nel bosco, con salite e discese continue, radici esposte, pietre bagnate e fango che rendeva difficile mantenere l’equilibrio.
"Devo essere sincero, l’avevo preparata male, per colpa del caldo", racconta Leurini. Le temperature estive gli avevano complicato gli allenamenti, al punto da costringerlo a interrompere alcune uscite prima del previsto. La pioggia caduta alla vigilia ha poi cambiato completamente le condizioni rispetto a quelle su cui aveva impostato la preparazione. "L’avevo preparata ad asciutto e invece mi sono trovato tutto bagnato". Il runner descrive la Valdambra come una delle prove più dure affrontate finora. "Durissimo, forse il più difficile che abbia mai affrontato. Pieno di fango da cima a fondo, pietre tutte bagnate, radici scoperte, buche nascoste, muschio scivoloso. Non si stava in piedi. Bisognava stare attenti a ogni passo". Durante la notte ha incontrato un altro concorrente che non se la sentiva di proseguire da solo al buio. I due hanno deciso di continuare insieme per buona parte del percorso, sostenendosi a vicenda fino all’arrivo dell’alba. A quel punto hanno ripreso strade diverse, con Leurini che ha lasciato andare avanti il compagno, consapevole del suo passo più veloce.
La difficoltà maggiore è arrivata però intorno al 98° chilometro, quando un errore di percorso gli ha fatto perdere tempo e energie. "Sono andato fuori strada di circa un chilometro e mezzo e sono dovuto rientrare, facendo in totale tre chilometri in più", spiega. L’orologio lo ha avvertito in ritardo e, nel buio, non è riuscito a individuare la segnalazione del sentiero, caduta a terra. Dopo essere tornato indietro, è riuscito gradualmente a ritrovare il tracciato e a proseguire verso il traguardo. A quel punto le gambe erano ormai provate, ma la determinazione gli ha permesso di completare la prova. "Non avevo più spinta nelle gambe, è stata la testa a farmi finire la corsa. Un passo dopo l’altro, ho portato a termine questa impresa". Il 56° posto assume così un significato particolare per l’atleta, che sottolinea come il risultato non si misuri soltanto con il cronometro. "Non è stata una questione di tempo, ma di resistenza, di pazienza e di amore per questo sport".
11.8°