Valmarecchia, allevamento Fileni di Cavallara: comitato chiede controlli chiari

Il Comitato si rivolge alla Prefettura di Rimini per un tavolo con enti competenti su salute pubblica e trasparenza

A cura di Grazia Antonioli Redazione
18 febbraio 2026 10:24
Valmarecchia, allevamento Fileni di Cavallara: comitato chiede controlli chiari -
Condividi

Da mesi, in Valmarecchia, cresce la preoccupazione dei cittadini sull’allevamento avicolo biologico Fileni di Cavallara.
Il Comitato “Salute, Valmarecchia!” ha chiesto direttamente alla Prefettura di Rimini di convocare un tavolo con tutti gli enti competenti per verificare il rispetto delle norme sul biologico.
Il Comitato afferma che fino ad oggi, ARPAE, Comune, Regione, AUSL e altri organismi non hanno fornito risposte esaustive.
Il Comitato ribadisce che la questione non è ideologica, ma riguarda salute pubblica, trasparenza e responsabilità istituzionale.

La nota stampa del Comitato

Da mesi, in Valmarecchia, una domanda rimbalza tra i cittadini: chi controlla davvero l’allevamento avicolo biologico Fileni di Cavallara? Una domanda semplice, che però – a quanto pare – non trova risposta in nessun ufficio pubblico. Il Comitato PER la Valmarecchia – Stop Allevamenti Intensivi “Salute, Valmarecchia!” ha deciso di rivolgersi direttamente alla Prefettura di Rimini. Una scelta non comune, che arriva dopo settimane di richieste, PEC, accessi agli atti e solleciti rimasti senza risposte chiare. “Non chiediamo miracoli – spiega il presidente Maurizio Menghini – chiediamo solo che qualcuno verifichi ciò che dovrebbe essere verificato per legge: quanti animali ci sono, come sono suddivisi i capannoni, se i parchetti esterni esistono davvero e se rispettano le norme del biologico”. La vicenda prende una piega ancora più insolita il 17 febbraio, quando l’AUSL della Romagna comunica al Comitato la sospensione di tutti i procedimenti amministrativi in corso. Motivo? Una richiesta di informazioni all’Agenzia delle Entrate riguardante… il Comitato stesso. Una scelta che ha lasciato perplessi molti cittadini. “È una deviazione dal merito – commenta Menghini – perché la natura fiscale del Comitato non ha nulla a che vedere con la conformità dell’allevamento. Nel frattempo, nessuno verifica ciò che davvero conta”.

Il quadro che emerge è quello di un vuoto di vigilanza: ARPAE non ha mai effettuato ispezioni, il Comune non ha la documentazione tecnica, la Regione Emilia-Romagna rimanda alla Regione Marche, l’organismo di certificazione CCPB nega l’accesso agli atti, ICQRF e MASAF non rispondono. L’unico sopralluogo risale al 16 settembre 2025, quando l’AUSL ha effettuato un controllo “extrapiano”. Ma quel verbale, secondo il Comitato, “non permette di verificare la conformità dell’impianto”: capannoni monoblocco, nessuna verifica dei parchetti, parti della check-list oscurate. “Non è una battaglia ideologica – precisa Menghini – è una questione di salute pubblica, trasparenza e legalità. Quando più enti dichiarano di non essere competenti, qualcuno deve assumersi la responsabilità di coordinare”. Per questo il Comitato chiede alla Prefettura di convocare un tavolo con AUSL, ARPAE, Comune, Regione, ICQRF, NAS e NOE. Un tavolo che, nelle intenzioni, dovrebbe finalmente fare chiarezza su un impianto che, nel territorio, continua a generare dubbi e preoccupazioni. “Non vogliamo scontri – conclude Menghini – vogliamo risposte. E vogliamo che le istituzioni tornino a fare ciò che i cittadini si aspettano da loro: controllare, verificare, garantire”. La Prefettura, ora, ha sul tavolo una richiesta formale e un quadro che appare sempre più complesso. La comunità della Valmarecchia attende. E spera che questa volta, finalmente, qualcuno risponda.

Il Portavoce del Comitato PER la Valmarecchia Livio Cursi

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail