Vento investe per promuovere il futuro tecnologico dell'Italia

L’iniziativa di venture capital di Exor Ventures ha una missione ben chiara, ovvero supportare con investimenti economici le start-up italiane nelle loro fasi embrionali.

A cura di Redazione
15 aprile 2025 10:49
Vento investe per promuovere il futuro tecnologico dell'Italia -
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In Italia tira un’aria di rinnovamento nel campo del settore tecnologico e molto dipende da Vento, il fondo privato di Exor Ventures, il cui presidente è John Elkann. Si tratta di un tentativo di finanziare le start-up più promettenti e i talenti italiani dell’high tech per portare avanti un’idea di sviluppo sostenibile nel nostro Paese. Il fondo è nato nell’aprile del 2022 e da quel momento ha finanziato molte start-up, tra cui anche Bee, con oltre 15 milioni di euro investiti in 100 differenti start-up.

L’iniziativa di venture capital di Exor Ventures ha una missione ben chiara, ovvero supportare con investimenti economici le start-up italiane nelle loro fasi embrionali. Come per le ultime avanguardie dei siti con le migliori slot machine online, l’idea è quella di sostenere i progetti più futuribili e attraenti, dando loro le risorse necessarie per trovare il proprio spazio nel mercato a livello internazionale.

A ciascun progetto circa 150.000 euro di finanziamento, anche se lo sforzo non è finito qua.
Insomma, se con la prima ondata si erano potuti finanziare oltre 100 progetti, adesso con un budget moltiplicato, la prospettiva è ancora più alta e si prospettano molte idee interessanti e soprattutto tantissime candidature. RIuscirà l’Italia grazie a Vento a competere con gli altri Stati in Europa e nel mondo nel settore dell’high tech?

Vento – Un fondo di investimento semplice ed efficace

Raramente in Italia si investe sulle novità in merito alle tecnologie e per questa ragione bisogna ammettere che il tentativo fatto dalla famiglia Agnelli-Elkann in merito può essere decisivo per far avere anche al nostro Paese un ruolo centrale all’interno dell’industria mondiale. Dopo la prima parte di investimenti fatti, ora che John Elkann ha preso il timone della situazione, si vuole aumentare la quota, per un totale di 75 milioni di euro.

L’investimento previsto da parte del fondo per ogni progetto è pari a 150.000 euro, a patto però che ci sia almeno un componente fondatore italiano. Oltre al solo capitale di investimento poi, il fondo accosta ad ogni progetto anche consulenti esperti, per velocizzare il processo di crescita. La cosa che però contraddistingue maggiormente Vento rispetto ad altri fondi di venture capital è la velocità con cui prende le sue decisioni.

Una volta che la start-up ha presentato il progetto, ci vogliono solamente cinque giorni per decidere se merita o non merita il “ticket”. Un processo di selezione davvero snello ed efficace che aiuta molto gli imprenditori agli albori dei loro progetti. Insomma, per quanto si possa dire, Vento risulta essere un vero e proprio booster per coloro che stanno cercando aiuti economici per realizzare le proprie idee e progetti.

Investimento immediato e consulenza da parte di esperti, le due cose di cui maggiormente hanno bisogno gli imprenditori alle prime armi o a coloro che hanno progetti interessanti e non sanno come farli fruttare.

Quali sono le maggiori aree di investimento del fondo Vento?

Pexels

Vento ha sempre investito nel settore dell’hi-tech, e anche dopo che John Elkann è diventato presidente del fondo ed è stato lanciato il nuovo finanziamento da 75 milioni, non si vuole cambiare la linea. Fino ad oggi la maggior parte dei fondi, circa il 35%, erano stanziati verso le startup che sviluppano software per migliorare l’efficienza aziendale e anche la customer experience.

A seguire le tecnologie legate alla salute, alle innovazioni farmaceutiche, che prendono circa il 20% del totale del fondo. A seguire poi il settore del Fintech, ovvero quello finanziario, con imprenditori che vogliono investire nelle blockchain, nei servizi bancari o per fornire soluzioni per il credito.


Una parte più o meno uguale del fondo, circa il 10%, è stata utilizzata poi nel settore del Deeptech, ovvero per chi opera nel settore dell’hi-tech puro, studiando soluzioni che riguardano IA, quantum computing e robotica. Infine, una piccola porzione del fondo è stata utilizzata per finanziare coloro che operano nello Space Tech, nelle tecnologie che riguardano l’industria spaziale.

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