Verucchio fuori dai comuni montani: "Danni economici, ma non solo"
La sindaca attacca il governo: "Scelta grave, immotivata e penalizzante". Il Comune perde preziosi fondi e possibilità di partecipare ai bandi
"La decisione governativa di escludere Verucchio dai Comuni Montani rappresenta una scelta grave, immotivata e penalizzante". Così la sindaca di Verucchio Lara Gobbi, a seguito della definizione, da parte dell'esecutivo, dei nuovi criteri per la classificazione dei comuni montani. "Che il nostro territorio - afferma la sindaca - abbia tutte le caratteristiche e le criticità tipiche delle aree montane è sotto gli occhi di tutti: dalla fragilità idrogeologica, come si è manifestata in occasione degli ultimi gravi eventi meteorologici, allo spopolamento delle aree interne".
Dovranno essere valutate tutte le ricadute negative con riflessi "economici, ma non solo, anche negativi sulla coesione sociali".
Verucchio perderà i preziosi contributi del fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, non potrà partecipare ai bandi come lo Stami (Strategie Territoriali per le Aree Montane e Interne) ed è a rischio anche la partecipazione al Gal, i Gruppi di Azione Locale che promuovono lo sviluppo sostenibile utilizzando fondi europei per valorizzare il territorio, l'agricoltura e il turismo.
"Ma non solo. Esiste rischio concreto di conseguenze sul sistema scolastico che poi vadano a ritorcersi sulle famiglie, soprattutto quelle residenti nel capoluogo. Perdendo il requisito di Comune Montano non possiamo infatti più usufruire della deroga sulla norma che fissa a 15 alunni il numero minimo per la formazione di una classe", evidenzia la sindaca.
"Dobbiamo constatare con amarezza che l’orientamento prevalente nel Governo ha ignorato tutti questi effetti pesantemente negativi senza che se ne scorga una razionale motivazione. Il nostro ringraziamento va invece a chi nelle Istituzioni si è opposto, anche di recente, al taglio dei Comuni Montani: dai parlamentari Andrea Gnassi e Marco Croatti, alla Regione Emilia-Romagna con il Presidente de Pascale, l’Assessore Davide Baruffi e le Consigliere Alice Parma ed Emma Petitti. Confidiamo che a fronte dell’unanime protesta dei piccoli Comuni Montani si possa giungere a un ripensamento e che perlomeno si individuino forme di sostegno di cui le popolazioni delle aree interne e le loro Amministrazioni hanno vitale necessità", chiosa la prima cittadina.
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