Verucchio: presentati gli interventi sul fondo Gianni Scalia tra memoria, studio e digitalizzazione

30 mila volumi, 500 fascicoli di lettere con i maggiori intellettuali del Novecento, fotografie e audio di lezioni

A cura di Michela Alessi Redazione
10 maggio 2026 11:48
Verucchio: presentati gli interventi sul fondo Gianni Scalia tra memoria, studio e digitalizzazione -
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Sabato 9 maggio nella Sala consiliare del Comune di Verucchio dalle ore 10.30 si è tenuta la presentazione degli interventi eseguiti nel 2025 sul fondo Gianni Scalia (Padova 1928 – Bologna 2016), acquistato nel 2016 dalla precedente amministrazione su proposta e impegno del prof. Ennio Grassi, coadiuvato da altri amici del prof. Scalia che oggi costituiscono il comitato scientifico per la valorizzazione del fondo stesso.

Sono intervenuti la Sindaca Lara Gobbi, l’assessora alla cultura e turismo M. A. Pazzini, l’archivista Marco Degli Esposti, la bibliotecaria Lisetta Bernardi, ed è seguita la presentazione del libro di Giuseppe Faso, intervistato da Domenico Pazzini e Patrizia Buda, rispettivamente insegnante e psicoterapista nonché ex assessora del Comune di Rimini, che conobbero Scalia.

L’iniziativa faceva parte del programma “Quante storie nella Storia”, promossa dalla Regione Emilia-Romagna-Settore Patrimonio culturale, con Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell'Emilia-Romagna, ANAI Emilia-Romagna, Associazione nazionale archivistica italiana, con il patrocinio del Ministero dell'Istruzione e del Merito, e Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna.

Il ringraziamento della sindaca Gobbi e dell’assessora Pazzini sono andati innanzi tutto a Ennio Grassi, quindi alla Regione Emilia-Romagna, ad Alfredo Aureli e Romagna Acque che hanno contribuito alla catalogazione attraverso un progetto di Art Bonus.

“Per Verucchio è motivo di orgoglio e di grande responsabilità custodire un patrimonio di inestimabile valore culturale e storico”, afferma l’assessora Pazzini. I 30 mila volumi che il professor Scalia aveva accumulato nel suo appartamento bolognese di via Riva di Reno, le audiocassette contenenti registrazioni delle sue lezioni universitarie, il ricco archivio fotografico e i 500 fascicoli di lettere con altrettanti corrispondenti, fra i quali figurano tutti i maggiori intellettuali del secondo ‘900 italiani e non solo: Pasolini, Sciascia, Eco, Asor Rosa, Basaglia, Roland Barthes, solo per citare i principali.

Proprio con Pier Paolo Pasolini l’amicizia fu più stretta: uno dei reperti più preziosi è l’ultima lettera spedita dal regista e poeta a Scalia il 3 ottobre 1975, poche settimane prima dell’assassinio il 2 novembre di quell’anno.

L’archivista Marco Degli Esposti, che dal 2023 sta catalogando e digitalizzando l’immenso materiale assieme a Silvia Crociati, ha fatto il punto del lavoro svolto e di quanto resta da fare. Ha anche rivolto un appello a quanti conobbero il professore per identificare i personaggi ancora senza nome che appaiono nelle fotografie, quasi mai corredate da date e didascalie.

Il materiale digitalizzato sarà reso disponibile a tutti con l’inserimento nel portale IBC xDAMS della Regione Emilia-Romagna. In attesa della definitiva sistemazione del fondo Scalia nella ex chiesa del Suffragio appositamente restaurata, una piccola parte del patrimonio librario è già visibile in una saletta predisposta nel municipio di Verucchio, pensata anche come punto di ritrovo per gli studiosi e quanti fossero interessati alla figura dello studioso.

Domenico Pazzini e Patrizia Buda hanno poi introdotto la presentazione del libro “Le regole non piovono dal cielo” di Giuseppe Faso, evidenziandone il messaggio di libertà e contro ogni autoritarismo, tanto più necessario nel mondo della scuola e dell’educazione in questa epoca di revisionismi e regressioni.

Giuseppe Faso, 79 anni, già insegnante che aveva collaborato con Gianni Scalia, è impegnato da decenni nel volontariato con immigrati e richiedenti asilo, ed esperto nella formazione di operatori sociali. Ha pubblicato fra l’altro “L’intolleranza dei colti” (in “Razzisti e solidali” a cura di Enrico Pugliese, Ediesse, Roma 1993), “La riproduzione del razzismo. I mass-media e la costruzione dell’emergenza immigrazione”, in aa.vv., “La paura e l’utopia. Saggi sulla comunicazione politica contemporanea” a cura di Fabrizio Billi, Punto rosso ed., Milano 2001), “Lessico del razzismo democratico” (con Giuliano Campioni, DeriveApprodi, Roma 2010).

Parlando del suo ultimo “Le regole non piovono dal cielo. Grammatiche immaginarie” (Pungitopo, 2026) ha affascinato il pubblico spaziando da Dante e Manzoni alla sua attuale esperienza in Toscana, fino a Machiavelli e San Francesco. E su Verucchio ha detto: “Questa notte non sono riuscito a dormire, dalla troppa gioia di trovarmi in un luogo come questo”.

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