Via libera alla pubblicità del betting nel calcio, anche da Rimini forti critiche: "Una piaga sociale, scelta ipocrita"

La Commissione del Senato riapre alla pubblicità del betting e del gioco d'azzardo nel calcio, critiche da Federconsumatori Rimini

A cura di Redazione
12 marzo 2025 12:30
Via libera alla pubblicità del betting nel calcio, anche da Rimini forti critiche: "Una piaga sociale, scelta ipocrita" -
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La Commissione cultura e sport del Senato ha approvato, nei giorni scorsi, la risoluzione di FdI che, di fatto, riapre le porte alla pubblicità del betting e gioco d’azzardo nel calcio, superando il divieto imposto nel 2018 con il decreto Dignità.

“Quando chiedevamo al Governo di intervenire sul tema non era certo questo ciò che intendevamo! Chiedevamo di compiere dei passi avanti per contrastare quella che nel nostro Paese sta assumendo sempre più i tratti di una piaga sociale, non certo un clamoroso passo indietro teso a favorire e sdoganare il fenomeno del gioco d’azzardo”, attacca Graziano Urbinati di Federconsumatori Rimini, secondo cui l’apertura verso una liberalizzazione della pubblicità del betting rappresenta “un segnale gravissimo, specialmente per le nuove generazioni, sempre più esposte a questo fenomeno, e per le fasce più vulnerabili della popolazione”.

La pubblicità nel gioco del calcio incentiva un fenomeno che, attacca Urbinati, “ha un impatto sociale ed economico devastante”. Urbinati cita i dati della seconda edizione de “Il Libro Nero dell’Azzardo – Mafie, Dipendenze, Giovani”, il volume di Federconsumatori, Cgil e Isscon, che rivela “come nel 2023 gli italiani abbiano speso 150 miliardi di euro nell’azzardo, ben il 78% per cento in più rispetto a dieci anni prima. La spesa media annuale pro-capite per il gioco d’azzardo, nella sola forma online, ha raggiunto quota 1.926 euro”.

“Dalla Ricerca del Libro Nero dell’Azzardo – prosegue Urbinati – per quanto riguarda la provincia di Rimini la stima del giocato complessivo nel 2023 (sia fisico 52% che da remoto 48%) è di 727 Milioni di Euro con una raccolta procapite (18 anni e oltre) di 2.518,64 Euro”.

Numeri che, attacca Urbinati, “non lasciano dubbi sulla necessità di misure di contrasto più efficaci e restrittive, accrescendo il ruolo delle amministrazioni locali, anziché aprire alla promozione e riabilitazione dell’immagine del gioco d’azzardo”.

Federconsumatori chiede che la misura venga fermata prima di trovare applicazione e che “si inizi a discutere seriamente del problema del dilagare dell’azzardo, rafforzando le misure di prevenzione e migliorando il sostegno alle vittime di questa dipendenza”.

“Troviamo – chiosa Urbinati – una politica ipocrita e inaccettabile da ogni punto di vista quella adottata dalla maggioranza di governo che, magari sperando in maggiori entrate, è pronta a lucrare sulla salute e sulle tasche dei cittadini, dando il via libera alla pubblicità di un fenomeno che, ogni anno, manda in rovine migliaia di famiglie. Ci opporremo in ogni sede e con ogni azione utile affinché questo non avvenga”.

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