Villa Mussolini, Colombo contro acquisizione del Comune: "Fondazione Carim, scelta politica, non di merito"
La parlamentare di Fratelli d'Italia attacca l'amministrazione: "Vogliono togliere il nome Mussolini". E critica il collega di partito Stefano Paolini
Beatriz Colombo, parlamentare riccionese di Fratelli d'Italia, non ci sta. L'acquisizione di Villa Mussolini da parte del Comune viene valutata negativamente. Colombo avrebbe preferito l'assegnazione alla società torinese David2, legata all'imprenditore ed ex parlamentare Msi Massimo Massano. La parlamentare non risparmia critiche a Fondazione Carim, accusata di aver fatto una valutazione politica e non di merito: "Alla medesima cifra si poteva affidare villa Mussolini a un soggetto privato di comprovata esperienza, capace di realizzare una mostra di altissimo livello con opere del futurismo, da Boccioni a Balla, con un richiamo nazionale e internazionale. Rinunciare a un’opportunità di questo calibro per un progetto fumoso e privo di concretezza lascia pensare che la valutazione sia stata più politica che di merito".
Ma non solo: si dice stupita delle dichiarazioni del coordinatore di Fratelli d'Italia Riccione, Stefano Paolini, che aveva parlato di vittoria della città, ma allo stesso tempo aveva chiesto all'amministrazione di parlare concretamente dei progetti futuri. Colombo precisa che la posizione di Paolini sia "una posizione personale, che non rappresenta il partito. A quanto mi risulta, infatti, non è stata oggetto di alcun confronto: né con il direttivo, né con l’assemblea, né tantomeno con la sottoscritta, che è la parlamentare di riferimento del territorio".
Per Colombo si potrebbe parlare di vittoria della città solo se "ci trovassimo di fronte a un’amministrazione non dico illuminata, ma quantomeno dotata di una visione chiara e concreta nell'acquisizione di un così importante monumento". Ed ecco quindi l'affondo verso l'amministrazione comunale della sindaca Angelini. Colombo teme revisionismo (cancellazione del termine Mussolini) ricordando che le precedenti giunte del Pd "avevano persino ipotizzato la demolizione della villa e che più volte hanno tentato di cambiarne il nome".
Colombo argomenta: "Come deputato riccionese di Fratelli d'Italia, sono molto preoccupata perché in questa acquisizione non vi è alcuna chiarezza. Si parla genericamente di laboratorio di welfare culturale: una formula talmente vaga e vuota da far sorgere il dubbio che non esista ancora una reale idea progettuale. Oggi, peraltro, Villa Mussolini è utilizzata anche come sede per celebrazioni di matrimoni. Se questa dovesse essere la prospettiva futura, ci sarebbe seriamente da interrogarsi su quale sia il valore culturale che si intende attribuire a un luogo di tale importanza storica".
E sul nome evidenzia: "Colpisce infine come, già nei documenti ufficiali, si inizi a parlare di ex Villa Mussolini, segno evidente di una volontà, più o meno esplicita, di cancellarne l’identità storica. Quasi che l’obiettivo non sia valorizzare un monumento, ma riscriverne il significato".
"Tutto questo per un’operazione da oltre un milione e duecentomila euro, senza che sia stato chiarito dove verranno reperite le risorse né a cosa i cittadini dovranno rinunciare. Vorremmo inoltre sapere in quanto tempo il Comune intende pagare questo acquisto, dal momento che, come capitato con il TRC e il Palazzo dei Congressi, non sarebbe la prima volta in cui un'Amministrazione si accolla debiti che verranno saldati dai suoi successori.
L’unica certezza è che alla fine a pagare saranno i Riccionesi, chiamati a sostenere il costo di quella che appare sempre più come una battaglia ideologica, piuttosto che un investimento culturale serio e lungimirante", chiosa la parlamentare di Fratelli d'Italia.
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