Villa Mussolini, Petitti: “Deve restare pubblica per evitare usi ideologici”

La consigliera regionale dem: "Villa Mussolini continui a essere uno spazio pubblico al servizio della città, della memoria e della cultura"

A cura di Riccardo Giannini Redazione
05 febbraio 2026 13:43
Villa Mussolini, Petitti: “Deve restare pubblica per evitare usi ideologici” - Ph Casalboni
Ph Casalboni
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La vendita di Villa Mussolini da parte di Fondazione Carim ha suscitato un forte dibattito anche a livello politico. Il Comune di Riccione, che manterrà in comodato d'uso l'immobile per altri 9 anni, è tra i tre offerenti, con un'offerta di 1 milione e 100.000 euro. Ma offerta più alta è stata presentata dalla David2, società torinese legata al collezionista d’arte ed ex deputato Msi Massimo Massano. È nato così un dibattito tra le forze politiche di destra, con Fratelli d'Italia che ha parlato di strumentalizzazioni politiche, e quelle di sinistra, che temono un uso con finalità nostalgiche del Ventennio, qualora ad aggiudicarsi Villa Mussolini fosse la David 2. Fondazione Carim, proprietaria della villa, ha rinviato la decisione al 30 maggio: non conterà solo il prezzo, ma anche la qualità dei progetti culturali presentati.

Su quest'ultimo punto insiste Emma Petitti, consigliera regionale del Pd: "Villa Mussolini non è un immobile qualsiasi. È un luogo carico di storia e significati simbolici che, proprio per questo, va trattato con particolare attenzione e responsabilità. Le offerte presentate alla Fondazione Cassa di Risparmio aprono un confronto legittimo, ma non possono essere valutate solo sul piano economico. Qui è in gioco la funzione culturale e civile di uno spazio che in questi anni è stato restituito alla città grazie all’intervento pubblico e a una gestione improntata a inclusione, memoria e pluralismo", premette Petitti, preoccupata dall'ipotesi di "una soluzione privatistica legata ad ambienti culturali e politici riconducibili alla destra del Paese".

"Non si tratta - dice Petitti - di fare processi alle intenzioni, ma di evitare rischi evidenti. Su un bene così delicato la proprietà pubblica rappresenta la migliore tutela contro usi strumentali o ambigui. Per questo intendo avviare un confronto con l’assessora regionale alla Cultura Allegni e con la sindaca di Riccione Angelini per verificare la possibilità di una collaborazione tra istituzioni per un progetto culturale e per mantenere la proprietà in capo alle istituzioni pubbliche".

L’obiettivo, chiosa, è "garantire che Villa Mussolini continui a essere uno spazio pubblico al servizio della città, della memoria e della cultura, evitando che possa diventare, oggi o domani, un punto di riferimento per nostalgie o operazioni ideologiche".

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