Violenza sessuale su bambini durante il camp estivo, il 27enne non sarà trasferito al carcere di San Marino
Lo riferisce la tv di stato sammarinese. Comitato Genitori del Titano: "Troppi silenzi sulla vicenda"
Il 27enne sammarinese condannato in Italia a 4 anni e 4 mesi di detenzione, per violenza aggravata su minori, non verrà trasferito dal carcere di Pesaro a quello dei Cappuccini, sul Titano. Lo riferisce la tv di stato sammarinese, smentendo alcune voci che avevano circolato sul web nei giorni scorsi.
Il giovane è stato condannato per fatti risalenti all'estate del 2021, quando era animatore in un camp calcistico a Carpegna. Era stato quindi arrestato lo scorso agosto a Riccione.
Sul possibile trasferimento nel carcere del Titano del 27enne, interviene in una nota il Gruppo genitori sammarinesi, secondo cui questa eventualità è "moralmente grave, sbagliata e offensiva nei confronti della cittadinanza e, soprattutto, dei minori che lo Stato dovrebbe proteggere". La scelta rafforzerebbe "una percezione ormai diffusa tra i cittadini: che scontare una condanna a San Marino possa risultare più favorevole e che, di fronte a reati di estrema gravità, il rigore venga sacrificato".
In generale, i rappresentanti dei genitori attaccano, parlando di "grave silenzio che continua a circondare l’intera gestione della vicenda".
"Le evidenti mancanze di trasparenza non hanno prodotto alcuna assunzione di responsabilità, alcun chiarimento pubblico, alcuna conseguenza concreta. Questo immobilismo è parte del problema. Ci chiediamo fino a che punto si intenda spingersi. Qual è il limite che non può essere superato? Quali garanzie reali vengono offerte oggi ai cittadini affinché non accada mai più che una persona condannata per reati sessuali possa trovarsi, direttamente o indirettamente, a contatto con minori?", evidenzia la nota, che ricorda "promesse fatte pubblicamente e istanze d’Arengo presentate lo scorso 5 ottobre che non possono restare lettera morta" in quanto "ogni rinvio, ogni ambiguità e ogni silenzio pesa sulle spalle dei più vulnerabili".
Il gruppo genitori parla di sicurezza dei bambini come valore non negoziabili. "Su questi temi non possono esserci scorciatoie, zone grigie o decisioni che appaiono come concessioni. Pretendiamo rapide risposte, responsabilità chiare e scelte che mettano finalmente al centro la tutela dei minori, non la convenienza del sistema", chiosa.
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