Allenatore indagato per un rapporto sessuale con calciatrice 13enne, inquirenti al lavoro sulle chat
Allenatore indagato, l'avvocato difensore: "Divieto di avvicinamento ritenuta misura sufficiente dal giudice
“È una vicenda molto delicata. Il mio assistito è stato già interrogato a fine ottobre. Quella del divieto di avvicinamento a meno di 500 metri è stata giudicata una misura sufficiente”. Così l’avvocato Francesco Vasini ha commentato all’ANSA la notizia dell’indagine a carico di un 43enne allenatore di calcio.
L’ipotesi di reato è l’abuso sessuale nei confronti di una sua calciatrice 13enne. È uno il rapporto sessuale contestato all’indagato ed è stata la madre della ragazzina, assistita dall’avvocato Tiziana Casali, a sporgere denuncia quando la figlia si era confidata con un medico che l’aveva visitata in ospedale.
Allo specialista la ragazzina aveva detto di avere una relazione sentimentale col “mister” e avrebbe quindi raccontato i dettagli di cosa accadeva quando era sua ospite. La tredicenne, secondo quanto emerso, avrebbe pensato di esserne innamorata e di avere una relazione sentimentale.
Secondo la giudice per le indagini preliminari è stato proprio abusando della qualità di allenatore, approfittando del momento psicologico che la ragazzina stava vivendo, che l’uomo avrebbe carpito la fiducia della tredicenne.
I rapporti tra i due sono emersi quando la giovane è stata ricoverata a causa di un crollo emotivo, e si è rifiutata di sottoporsi a una visita. Con l’aiuto degli specialisti la tredicenne avrebbe poi iniziato a raccontare cosa era accaduto quando aveva passato alcune notti a casa dell’allenatore con il consenso dei genitori. Racconti che avrebbero poi trovato riscontri anche in alcune chat che la sorella della vittima le aveva trovato sul cellulare.
In alcune conversazioni, poi cancellate, il 43enne avrebbe chiesto alla ragazzina di non raccontare nulla altrimenti lui sarebbe finito in carcere.
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