Brigliadori, lo storico negozio di giocattoli è il Babbo Natale di Rimini che resiste negli anni

Brigliadori, l'emporio di giocattoli è un'istituzione del commercio riminese

25 dicembre 2023 06:52
Brigliadori, lo storico negozio di giocattoli è il Babbo Natale di Rimini che resiste negli anni - Vetrina di Brigliadori
Vetrina di Brigliadori
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di Riccardo Giannini

La letterina a Babbo Natale, l’attesa, i pacchi sotto l’albero e l’apertura degli stessi, la sera della vigilia o la mattina di Natale.

Della società consumistica, dagli anni ’80 a oggi, è il compromesso più bello. Perché, al bando ogni retorica, la magia del Natale è anche questa. Rimane in primis la festa dei bambini e la loro gioia, nello spacchettare il giocattolo atteso e desiderato, è anche il più bel regalo per l’adulto.

A Rimini c’è un Babbo Natale speciale e conosciuto da tutti. Si chiama Roberto Brigliadori, storico negoziante di giocattoli. Suo padre Giorgio aprì l’emporio Brigliadori nel 1949 in via Tempio Malatestiano, le redini sono poi passate ai figli Roberto e Patrizia, con loro c’è anche mamma Luciana. Il negozio da diversi anni si è trasferito in via Gambalunga e continua a conservare la magia, nonostante il trascorrere inesorabile del tempo e quella crisi che affligge i negozi di vicinato, stritolati dalle multinazionali online e dai grandi centri commerciali.

Il segreto di Roberto è che lui stesso è un grande appassionato di giocattoli. Ci mette cuore e passione, da decenni sceglie con cura le linee di giocattoli e i prodotti da vendere al pubblico. Non è solo questione di prezzi (lo stesso giocattolo può essere venduto su Amazon a un prezzo minore), ma anche di assortimento: “Le multinazionali sulle piattaforme online trattano i giocattoli come salami. C’è tutto. Non c’è una scelta preventiva. Io mi oriento su prodotti che sono belli e divertenti, che piacciano anche a me”.

In fondo è una lama a doppio taglio, ma è una sfida stuzzicante: “Su un miliardo di articoli non posso avere tutto. Ma c’è il gusto della scelta per il cliente”.

Abbiamo detto dell’online. Le multinazionali sono spietate concorrenti. Ma esso, anche per le botteghe storiche, rappresenta un’opportunità. Brigliadori vende tanto online, sfruttando la possibilità di rimettere in circo giacenze di magazzino, giocattoli che un tempo furono snobbati e che oggi invece stuzzicano l’interesse dei collezionisti. L’esempio può essere quello dei Masters, i dominatori dell’universo, una delle serie cult degli anni ’80: alla fine dei quel decennio fu varata la versione “spaziale”, che fu un vero flop, ma oggi quei giocattoli hanno un certo valore e interesse per i collezionisti.

“Sì, vendiamo merce del nostro magazzino, articoli in cui avevamo creduto. Quando compravo i Transformers negli anni ’80 ne compravo veramente tanti e non si vendevano tutti. – evidenzia Roberto – Sono giocattoli tornati di moda con il recupero dei brand e le nuove serie. In fondo il mondo dei giocattoli è un mondo ciclico. Barbie, Masters, le Tartarughe Ninja, Transformers, Gi-Joe: c’erano una volta, ci sono oggi. All’inizio del 2000 la Lego stava chiudendo, adesso è tornata protagonista, anche perché si sta proponendo a clienti onerosi, con prodotti in serie limitata”.

“Il collezionista è un animale strambo – sorride Roberto – e bisogna capire ciò che cercano. Ad esempio qualitativamente i Masters di oggi (la linea che ha recuperato i personaggi degli anni ’80, mantenendo inalterato l’aspetto) sono superiori a quelli del passato. Le Barbie attuali non piacciono ai collezionisti, non piacciono i visi: preferiscono quelli degli anni ’80”.

Il negoziante di giocattoli ha dunque una clientela molto variegata, dal genitore che acquista i regali per il proprio figlio, all’adulto collezionista. A quest’ultimo viene venduta “la voglia di tornare indietro nel tempo e di riassaporare vecchie sensazioni. Allora noi vendiamo qualcosa di più dell’oggetto”.

Uno spirito collezionistico che invece sta scomparendo nelle nuove generazioni: “Il ragazzino di adesso non è quello di una volta. In genere tutti i ragazzini si fanno regalare qualcosa, ci giocano, poi si stancano. Oggi però non lasciano le cose in cantina, ma le vendono al mercatino per comprare qualcos’altro”. Si sbarazzano di oggetti che rappresentano dei ricordi.

Ma non è giusto “demonizzare” le giovani generazioni: anche i giovani di oggi, pur avendo perso in parte lo spirito del collezionismo, coltivano i propri interessi: “Ci sono giovani che vengono qua, comprano, chiedono spiegazioni, consigli. Ti vedono come il vecchio saggio che parla (ride, ndr). Sono soddisfazioni morali. In fondo fanno parte di una nuova generazione, ma ragionando in modi diversi si sentono anche esclusi“. E gli adulti non comprendono ciò, affidandosi troppo spesso alle generalizzazioni: vedendo i giovani d’oggi come zombie incapaci di cogliere il valore delle cose.

Brigliadori, tra collezionismo e…consumismo

Il mercato cambia, sforna linee e personaggi, il consumismo si fa sempre più sfrenato: “Io vendo roba da collezione, giocattoli anni ’70 e ’80, anche cose difficili da trovare. Ma attenzione: oggi la situazione è ancor più intricata. Può essere proibitivo anche trovare un oggetto uscito un anno fa. I prodotti sono fatti per essere venduti a mandate, poi si passa a un altro. Non li puoi più ordinare: ce ne sono, per dire, altri 20 da vendere. Però anche un oggetto uscito un anno fa diventa subito da collezione”.

È un consumismo “frenato e indirizzato“: “devi vendere il prodotto subito quando viene richiesto. Poi scompare e ce ne subito un altro. Non si fa tempo a capire cosa va e cosa non va”. Non è facile dunque la vita del negoziante di giocattoli, ma quando c’è la passione si resiste negli anni. E si viene premiati: “Vendiamo tanto online, ma abbiamo anche tanti clienti riminesi affezionati, che tengono ancora al rapporto con i negozianti, a cui piace guardare l’oggetto prima di comprarlo. Noi resistiamo per volontà, affetto e anche per cocciutaggine”, scherza Roberto.

In fondo il negozio di giocattoli rimane un luogo intramontabile: la magia del Natale e la gioia dei bambini continuano a brillare, di generazione in generazione.

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