Guerra in Iran: preoccupano i rincari ma intanto è boom di prenotazioni turistiche da Polonia e Inghilerra
Lo evidenzia un tour operator di Cesenatico che lavora con centinaia di strutture romagnole: "Prenotazioni per stagione turistica cresciute del 300%"
Il conflitto in Medio Oriente avrà ricadute positive o negative sul turismo rivierasco? Da una parte c'è pessimismo, perché la carenza di carburante può portare all'annullamento dei voli e all'ulteriore aumento dei prezzi, dall'altra parte invece c'è anche una corrente di pensiero più ottimista. Patrizia Rinaldis, presidente degli albergatori riminesi, già agli albori del conflitto aveva sottolineato quest'ultimo aspetto: il fatto che il turismo europeo possa essere indirizzato verso mete più vicine, l'Italia tra queste. "Come la storia recente insegna, auspico che si possa preferire una meta turistica come quella di Rimini, rispetto a località che richiedono di prendere un aereo o che in questo momento non danno senso di sicurezza", aveva riferito Rinaldis. Sensazioni confermate dalla vicina Cesenatico, dal tour operator Arcadia Viaggi. L'ad Matteo Mambelli, sulle colonne del resto del Carlino, parla di prenotazioni in aumento, per la stagione turistica (da Pasqua a settembre) del 300%, rispetto a un anno fa, negli oltre 700 hotel della Romagna con cui il gruppo lavora. "C'è una propensione a raggiungere mete più vicine e sicure. Abbiamo notato un forte aumento di alcuni mercati strategici per la Riviera, in particolare per Rimini: Inghilterra e Polonia", ha detto Mambelli. Rimangono le preoccupazioni per il mercato interno: il turismo italiano, invece, può risentire fortemente della crisi portata dai rincari successivi al conflitto iraniano.
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