Morte sul lavoro a Ponte Messa. I sindacati: "La vita vale più del profitto"
L'allarme di Fim, Fiom e Uilm: "Serve chiarezza e più sicurezza negli appalti"
La tragica morte di Stefano Vuolo, operaio metalmeccanico di 56 anni, avvenuta venerdì 6 febbraio alla Welding Professional di Ponte Messa (Pennabilli), riaccende con forza il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulle condizioni dei lavoratori del settore metalmeccanico.
Fim‑Cisl Romagna, Fiom‑Cgil Rimini e Uilm‑Uil Rimini hanno espresso cordoglio e vicinanza ai familiari e ai colleghi della vittima, chiedendo che venga fatta piena luce sulle cause dell’incidente. “Le indagini chiariranno i dettagli e le eventuali responsabilità di quanto accaduto”, dichiarano le sigle sindacali.
I sindacati tornano a denunciare un fenomeno che considerano strutturale: la crescente esternalizzazione del lavoro, sempre più diffusa anche nella metalmeccanica. Molte aziende operano come conto terzista o come imprese monocommessa, dipendenti quasi totalmente da un unico committente. Un modello che consente alla grande industria di spostare all’esterno intere fasi produttive, gestendo i picchi di lavoro e riducendo costi e responsabilità.
“Nei lavori in appalto o subappalto – spiegano Fiom, Fim e Uilm– vengono spesso applicati contratti con salari più bassi e tutele ridotte rispetto a quelli del settore metalmeccanico. Questo comporta una compressione dei diritti, delle condizioni di lavoro e della sicurezza”. Pur non essendo questo il caso specifico, una parte significativa della manodopera impiegata in tali contesti è composta da lavoratori stranieri, più vulnerabili a pressioni e rischi.
Le organizzazioni sindacali ribadiscono che la sicurezza non può dipendere dal tipo di contratto o dalla posizione nella filiera produttiva. Chiedono un rafforzamento per legge delle prerogative dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) e controlli più efficaci lungo tutta la catena degli appalti.
Fiom, Fim e Uilm concludono riaffermando il loro impegno nel contrastare le distorsioni generate dalle esternalizzazioni, nel far rispettare contratti adeguati e nel difendere un principio che considerano irrinunciabile: la vita e la sicurezza dei lavoratori devono valere più di qualsiasi margine di profitto.
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