Due infortuni sul lavoro nei cantieri nel riminese, i sindacati rilanciano l'allarme sicurezza
Cgil, Cisl e Uil chiedono più controlli e formazione

Due infortuni sul lavoro nel settore edile si sono già registrati in provincia di Rimini dal rientro delle ferie di Ferragosto. Il primo a Riccione, nel cantiere dello stadio Nicoletti; il secondo al Gros.
I sindacati rilanciano così l'allarme sulla sicurezza nei cantieri. “La formazione è uno strumento fondamentale, ma non basta”, denunciano Cgil, Cisl e Uil, ricordando come i corsi promossi dalle Scuole Edili, resi obbligatori e valorizzati dai Contratti Nazionali del settore, rappresentino una garanzia di professionalità e tutela. Secondo i sindacati, resta però scoperto un fronte delicato: gli appalti pubblici e privati dove lavoratori dipendenti operano fianco a fianco con autonomi o con contratti atipici, spesso senza la stessa preparazione.
Per rafforzare la prevenzione, sul territorio è attivo il Cpt (Comitato Paritetico Territoriale) che, grazie alla collaborazione tra organizzazioni sindacali e datoriali, mette a disposizione i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza formati specificamente per l’edilizia. Attraverso visite in cantiere verificano i piani operativi di sicurezza, l’uso dei dispositivi di protezione e suggeriscono correttivi alle aziende.
“Un servizio prezioso – sottolineano le sigle sindacali – ma che deve essere esteso anche alle imprese individuali e ai lavoratori autonomi, affinché tutti possano accedere allo stesso livello di prevenzione. Nei prossimi mesi ci impegneremo a promuovere questa adesione per arrivare a standard di sicurezza più alti”.
L’ultimo incidente, avvenuto ieri in un piccolo appalto privato all’interno del Gros, conferma secondo i sindacati “l’urgenza di non abbassare la guardia nemmeno nei cantieri minori, responsabilizzando l’intera filiera delle imprese”.
I numeri parlano chiaro, evidenziano i sindacati: "A maggio 2025 in provincia di Rimini gli infortuni denunciati nel settore edile erano già 136, quasi il 10% del totale a livello territoriale. Quanto alle malattie professionali, la situazione appare ancor più sottostimata: le denunce Inail, raccolte per macro-settore “industria e servizi”, hanno raggiunto quota 192 nei primi cinque mesi del 2025, in aumento rispetto alle 138 dello stesso periodo del 2024".
“Questi dati ci dicono che la sicurezza non può essere affidata al caso – concludono Cgil, Cisl e Uil –. Occorre più formazione, più controlli e più responsabilità condivisa da parte di tutte le imprese, grandi e piccole”.